I Fratelli Toso: maestri vetrai a Murano

Quella della Fratelli Toso è una storia che inizia nel 1854 quando  sei fratelli del ramo Cangioro della famiglia Toso, avviarono, a Murano, la famosa vetreria che negli anni a seguire diventò una delle più importanti aziende non solo in Italia ma anche nel mondo.

Un po di storia

Ferdinando, Carlo, Liberato, Angelo, Giovanni e Gregorio Toso sono quindi i capostipiti della famosa vetreria di Murano nonché artefici della rinascita dell'arte vetraria nell'isola; sono attori del rinnovamento che coinvolse, in breve tempo, molte altre fornaci fra cui la nota Salvati & Co.

Nel loro stemma campeggia ancora tutt'oggi un’aquila ad ali spiegate che sovrasta una grande “A” rovesciata, icona che sarà presente anche nel logo della vetreria Fratelli Toso insieme al gallo, simbolo di Murano e al leone di San Marco. 

logo vetreria Fratelli Toso

I fratelli Toso si impegnarono duramente fin da subito per recuperare le tecniche artigianali e le conoscenze necessarie a riportare la produzione all’eccellenza dei secoli precedenti, cimentandosi in sfide sempre più complesse fra cui - in collaborazione con i migliori maestri dell’isola - la realizzazione di un enorme lampadario per l'inaugurazione del Museo del Vetro di Murano che gli fece guadagnare anche la loro prima medaglia d'oro.

Lavori che attestano la loro ritrovata, incredibile abilità supportati dall'opera dell'abate Vincenzo Zanetti (1824-1883), noto cultore di arte vetraria; Il prelato aveva istituito a Murano un Archivio in cui raccogliere i documenti sulla storia e la vita dell’isola e, nel 1861, il Museo Civico Vetrario a cui affiancò una scuola di disegno applicato all’arte vetraria per i lavoratori delle fornaci.

La Fratelli Toso: una storia avvincente

Dai sei fratelli Toso fondatori della vetreria sono discesi tutti i protagonisti della storia della rinomata fabbrica. La Fratelli Toso, infatti, è stata da sempre un vero e proprio "affare di famiglia": nella sua lunga storia i cognomi “diversi” si trovano di rado, nella maggior parte del caso uniti in matrimonio alle donne della famiglia Toso oppure nel caso di artisti o designer che collaborarono alla produzione.

Dopo gli eventi dovuti alla Prima Guerra mondiale, anni in cui la fabbrica era stata spostata a Livorno, le fornaci ripresero la loro attività e divenne più frequente la collaborazione con gli artisti.

Anche le difficoltà dovute al secondo conflitto mondiale furono superate e la Fabbrica riprese la produzione a pieno ritmo con anche il ritorno dei clienti d'oltreoceano.

I successi migliori sono quelli compresi tra gli anni Trenta e Ottanta, un cinquantennio durante si sono susseguiti Ermanno Toso, Pollio Perelda, Robert Wilson e l’ultima generazione dei Toso, quella di Rosanna, Giusto e Renato e abilissimi maestri vetrai come gli Zuffi, Vittorio Ferro, Giuseppe Finottello, Bruno Fornasier.

Nel 1981, con la scissione della Fratelli Toso in due diverse società, termina la storia comunitaria dell’azienda.

Non solo murrine

Specializzandosi velocemente nella produzione di vetro artistico la Fratelli Toso fu tra le prime vetrerie a recuperare l’antica tecnica della murrina, risalente all' epoca romana, divenendo ben presto una delle migliori vetrerie nella sua produzione. 

Si passa dalle tradizionali murrine millefiori realizzate a cavallo tra '800 e '900, alla loro reinterpretazione moderna pensata da Ermanno Toso, Pollio Perelda, Robert Wilson sino ai più recenti esempi di murrina sviluppati dai giovani Rosanna, Giusto e Renato Toso. Nel corso degli anni la murrina diventò il vero “marchio di fabbrica" della Fratelli Toso. 

Dalla fine dell'800 ne sono state prodotte un'incredibile varietà, innumerevoli tipologie e, tutte di fattura eccezionale e di grande valore artistico. 

Accanto alle opere in murrina si affiancano altre opere di altissimo livello realizzate con tecniche diverse come ad esempio  i Vasi in zanfirico prodotti negli anni ’60: o l’originale serie dei Piatti di Rosanna Toso incisi a mano libera utilizzando una punta di diamante. 

E sempre in questo ambito, con stile e tecniche assolutamente diverse dalle precedenti, si inserisce la produzione di Giusto e Renato Toso che darono la giusta interpretazione ai trend ed alle mode degli anni ’60 e ’70, dando largo spazio al cristallo, al monocromatismo, alle linee semplici e lineari.

Vaso Ambra TosoVaso Blu Toso

I designer della Fratelli Toso 

Importante è soffermarsi sulle figure dei designer che determinarono la fortuna della Fratelli Toso: da Nicolò - uno dei sei fratelli fondatori che è stato il primo designer della manifattura - all’ultima generazione dell’azienda, quella di Rosanna, Giusto e Renato. E in mezzo ci sono nomi di tutto rispetto. 

Gli anni Dieci e Venti - anni in cui si intensificò la collaborazione fra artisti e fornaci - sono segnati da artisti del livello di Hans Stoltenberg Lerche (1867-1920), Umberto Bellotto (1882-1940) e Guido Cadorin (1892-1976). 

Molti dei loro pezzi furono esposti alle Biennali di Venezia del 1912, 1914 e 1920 e a quelle di Monza del 1923 e del 1925.

Ermanno Toso (1903-1973), entra in azienda nel 1923 e dagli anni Trenta ne diviene direttore artistico. È il disegnatore delle murrine più iconiche della Fratelli Toso. Partendo dalle “murrine tradizionali” sino a quelle rinnovate nelle forme e nei colori dei decenni successivi le murrine disegnate nell’arco della sua carriera (fra cui le tipologie Bobolo, Foglie, Kiku, Lattimo, Petoni, Redentore, Spirale, Terrazzo) sono rimaste il vero marchio di fabbrica della vetreria. Molte delle sue opere sono state esposte alle Biennali di Venezia.

Con i Vasi in murrina lattimo si aggiudica il primo premio alla Biennale di Venezia del 1964. Cura brillantemente anche altre linee realizzate con tecniche diverse.

Pollio Perelda (1915-1984), designer della Fratelli Toso dal 1948 al 1964, creò alcune tra le più belle linee di murrina moderne. Grazie alla sua formazione pittorica, la murrina stessa diventa sempre più simile a delle pennellate di colore.
A lui si devono le murrine Cattedrale, Farfalle, Stellata.

Rosanna Toso (1941-2001), sorella di Arnoldo, entra nella Fratelli Toso nel 1964 come designer e ne diventa direttrice artistica nel 1973. All'inizio della sua carriera segue lo stile tradizionale della manifattura, disegnando, ad esempio, la murrina merletto. Nella seconda fase della sua attività privilegia design leggeri, forme essenziali di cristallo caratterizzate dall’uso del bianco o del nero, ben rispecchiando le tendenze degli anni ’60 e ’70. Allo scioglimento della società continua a lavorare come designer con il fratello Arnoldo nell'Antica Vetreria Fratelli Toso.

Giusto Toso (1939) Renato Toso (1940)
Figli di Ermanno Toso, entrano in ditta all'inizio degli anni '60 come designer. Alla morte del padre, nei primi anni '70 lasciano la fabbrica per continuare separatamente la loro carriera di architetti e designer. Giusto si è dedicato in particolar modo al campo dell’illuminazione in vetro, mentre Renato ha privilegiato l’oggettistica.

Tipologie di murrine prodotte dalla vetreria Fratelli Toso

 Murrina Cattedrale: sia per forma che per colore richiama le grandi vetrate delle cattedrali Illuminando il vaso dall'interno le singole murrine sprigionano effetti di luci e chiaroscuri

Murrina Contrasto: nasce dall’accostamento di tre differenti colori in contrasto; durante la fusione un colore - non si amalgamandosi per composizione chimica - emerge sugli altri
Murrina Farfalle: le murrine subiscono una maggiore deformazione diventando quasi pennellate di colore; la classica forma della murrina svanisce lasciando il posto a questo colorato motivo decorativo.
Murrina Foglie: caratterizzata da un disegno astratto, moderno ed originale tutte ispirate alle venature e alle forme delle foglie
Murrina Grande o Bobolo: murrina a cerchi concentrici in colori alternati
Murrina Kiku: è una prima reinterpretazione della tradizionale murrina millefiori tipica della Fratelli Toso. Kiku è una parola giapponese che vuol dire crisantema
Murrina Lattimo: leggera, elegante, monocromatica. In lattimo su sfondo cristallo interpretava perfettamente le tendenze artistiche degli anni Sessanta
Murrina Masso: una semplice murrina realizzata a forma di fiore con gambo stilizzato
Murrina Merletto: realizzata nello stile tradizionale della Fratelli Toso
Murrina Millefiori: la tipologia più antica della murrina costituita da sezioni di canna di vetro caratterizzata da strati concentrici di differente colore, talvolta formanti tipici motivi più elaborati (es. a stella o a fiore)
Murrina Millepunti: il suo disegno è caratterizzato da un fitto insieme di puntini colorati
Murrina Petoni: murrine dai colori forti e accesi usati in combinazione con il vetro Nerox 
Murrina Redentore: ricorda i fuochi d'artificio e prende nome dalla famosa notte di festa veneziana durante la quale vengono sparati i fuochi d'artificio davanti a piazza San Marco
Murrina Spirale: elegante e raffinata, la murrina a spirale è stata replicata in numerose combinazioni di colori, mai mescolati insieme nei singoli vasi
Murrina Stellata: composta da un gruppo di corte cannette di vetro disposte a stella stilizzata e poi fuse insieme 
Murrina Terrazzo: alcuni colori della murrina sono in vetro semitrasparente, per questo i vasi terrazzo illuminati dall'interno producono affascinanti giochi di luce 
Murrina Wilson: realizzata in onore di Robert Wilson con una W stilizzata

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